Concluse con soddisfazione le “giornate antirazziste” di Pordenone con la 5° edizione del Torneo antirazzista di calcio a 5 e di Cricket, i dibattiti, i concerti, la mostra e le cucine multietniche. Una “tre giorni” intensa, gioiosa dove gioco, incontro e ascolto sono stati gli aspetti più importanti, un evento ripensato e che ha dato quei miglioramenti sperati sia agli organizzatori sia ai partecipanti proprio nel tentativo di rompere questa distanza fra gli uni e gli altri.
Il calcio ha visto la vittoria, per il secondo anno consecutivo, degli albanesi di Europa in finale con i rumeni di Internazionale che si aggiudicano il secondo posto. Terzi i Los Latinos e quarto posto per gli italiani di Maracaibo. Il trofeo più importante e cioè la coppa Fair Play è andata ai Vento Nuovo di Udine, già eliminati il sabato ma che han deciso di tornare la domenica per giocare l’ultima partita e poi la Coppa Chiosco andata ancora una volta agli imbattibili Stella Rossa GAP di Portogruaro.
Eccoci finalmente arrivati alla quinta edizione del torneo antirazzista. Un'iniziativa che, nel tempo, si é affermata come una scadenza fissa tra la fine di maggio e primi di giugno e che quest'anno assumerà una nuova veste: nel nome, che cambia in "Giornate antirazziste", e nel programma con tante nuove proposte. Dopo quattro edizioni del torneo, per molti di noi si é presentata la necessita di fare un bilancio al fine di valutare i punti critici della manifestazione e trovare soluzioni capaci di dare più forza alla volontà di continuare questa bella esperienza. Pertanto, in questa edizione del 2010, é stato volutamente ridotto il numero delle squadre che parteciperanno al torneo di calcio e che passano dalle quaranta delle precedenti edizioni alle venti attuali. Questa scelta nasce dalla volontà di "rompere" quella falsa divisione tra fruitore e propositore di eventi , tra chi gioca e chi invece investe i propri sforzi nell'organizzazione della manifestazione, con l'obiettivo di sviluppare nuove forme di socialità e di integrazione. Anche il titolo della manifestazione é stato volutamente cambiato per bilanciare la manifestazione sportiva con momenti di confronto e incontro fuori dall'ambito del gioco, ma anche per smorzare quell'approccio troppo agonistico che si andava affermando tra molti giocatori. Siamo convinti che i cambiamenti che caratterizzeranno queste "Giornate antirazziste" vanno nel senso giusto di uno spirito antirazzista e dello sviluppo di relazioni non discriminanti ed esperienze personali e collettive contro ogni forma di pregiudizio. Per il resto, non ci rimane che augurare buon divertimento a tutti.