Eccoci finalmente arrivati alla quinta edizione del torneo antirazzista.
Un'iniziativa che, nel tempo, si é affermata come una scadenza fissa tra la fine di maggio e primi di giugno e che quest'anno assumerà una nuova veste: nel nome, che cambia in "Giornate antirazziste", e nel programma con tante nuove proposte.
Dopo quattro edizioni del torneo, per molti di noi si é presentata la necessita di fare un bilancio al fine di valutare i punti critici della manifestazione e trovare soluzioni capaci di dare più forza alla volontà di continuare questa bella esperienza. Pertanto, in questa edizione del 2010, é stato volutamente ridotto il numero delle squadre che parteciperanno al torneo di calcio e che passano dalle quaranta delle precedenti edizioni alle venti attuali. Questa scelta nasce dalla volontà di "rompere" quella falsa divisione tra fruitore e propositore di eventi , tra chi gioca e chi invece investe i propri sforzi nell'organizzazione della manifestazione, con l'obiettivo di sviluppare nuove forme di socialità e di integrazione. Anche il titolo della manifestazione é stato volutamente cambiato per bilanciare la manifestazione sportiva con momenti di confronto e incontro fuori dall'ambito del gioco, ma anche per smorzare quell'approccio troppo agonistico che si andava affermando tra molti giocatori.
Siamo convinti che i cambiamenti che caratterizzeranno queste "Giornate antirazziste" vanno nel senso giusto di uno spirito antirazzista e dello sviluppo di relazioni non discriminanti ed esperienze personali e collettive contro ogni forma di pregiudizio.
Per il resto, non ci rimane che augurare buon divertimento a tutti.
dal Gazzettino ed. Pordenone
Svolta nel torneo "Un calcio al razzismo", che da venerdì 4 a domenica 6 giugno animerà gli impianti pordenonesi del quartiere di Villanova. L’edizione 2010 punta a ridurre il numero di squadre di futsal in lizza (20), per strizzare l’occhio ad altre dimensioni sociosportive e culturali. Tra le novità una tavola rotonda con tre extracomunitari protagonisti in veste di relatori e l’intervento del sociologo Pietro Basso sulle dinamiche migratorie. Senza dimenticare i cibi etnici, gli striscioni ricchi di fantasia, i concerti, i libri e i racconti incrociati sul tema del pallone. Un anno fa il torneo (che in fondo diventa soltanto una "scusa" per mettere a confronto genti diverse, senza pregiudizi) ha regalato una pioggia di gol e divertimento.
Hanno vinto i pragmatici albanesi dell’Europa, al termine di una finale mozzafiato con i giocolieri Los Latinos. Terzi i naoniani del Maracaibo. Il premio
dedicato alla migliore tifoseria era andato ai calorosi sudamericani del duo Perù-Colombia, quello del fairplay ai Dinamo Raboso. Coppa Chiosco alla Stella Rossa Gap di Portogruaro, giocatore top Frank Tila. La nuova sfida è già cominciata.














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